> Tracciabilità del prodotto agroalimentare


“Tracciabilità” e “rintracciabilità” sono termini diventati molto comuni in campo agroalimentare, da quando l’Unione Europea ha stabilito che, a partire dal 1° gennaio 2005, gli operatori del settore alimentare devono obbligatoriamente indicare l’origine dei prodotti e documentare i passaggi che hanno interessato l’alimento lungo tutto il processo produttivo di filiera (Reg. 178/2002).
Carne, uova e prodotti ortofrutticoli devono avere una “carta di identità”, un’etichetta che riporti tutte le informazioni che permettano di conoscere il percorso di un alimento, in tutte le fasi della produzione, trasformazione e distrubuzione, fino alla tavola.

Il controllo della filiera alimentare di un territorio rappresenta, dunque, una fonte di sviluppo primaria.

Il ricorso al Biomonitoraggio in campo ago-alimentare consente di ottenere informazioni certe sull’intera filiera di un prodotto agro-alimentare, consentendone la tracciabilità.

Ogni prodotto agroalimentare presenta, infatti, caratteristiche e proprietà chimico-ficiche uniche e diverse a seconda del territorio di provenienza e delle peculiarità ambientali che lo caratterizzano. È il territorio stesso, a imprimere una sorta di “marchio di fabbrica” sui suoi prodotti. Con un corretto e approfondito studio di biomonitoraggio, è possibile raccogliere tutte le informazioni che rendono unico e inconfondibile quel territorio e i suoi prodotti.